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Protesto /
Levi-Prodiquesta la mail che ho inviato all'indirizzo "levi_r@camera.it" Oggetto: la speranza è l'ultima a morire... ma manca poco, vero?
Testo: Buongiorno, sono un comune cittadino italiano, uno dei tanti che di giorno in giorno realizza come forse l'unica soluzione vera sia emigrare da questo paese tutt'altro che allo sbando. Mi rendo conto di vivere in uno stato retto da un'attenta oligarchia e fondato su una costituzione fasulla. Cosa più importate, non c'è segno che mi porti a considerare questo "coso" in cui vivo una democrazia. Infatti ogni forma di potere è stata accuratamente levata al popolo e ciò che rimane in nostro possesso è oramai soltanto il minimo indispensabile per sopravvivere (NB: non vivere!). Con questa mail non sto solamente esternando una personale insoddisfazione, ritenendola comunque una condizione che, potenzialmente, può mutare in meglio nel futuro. Il vero motivo per cui scrivo è ringraziare, concentrando tutta l'ironia che riesco a raccogliere, per i nuovi provvedimenti che il governo italiano sta attuando per soffocare anche l'ultimo spiraglio di libertà rimasto in Italia: la libertà di informazione. In un paese dove ogni forma di informazione "ufficiale" è palesemente lontana dalla libertà e difficilmente credibile come "vera", mancava in effetti un metodo per reprimere i tentativi da parte dei singoli individui di compensare questo scempio con un'informazione alternativa. Trovo pertanto lodevole come la macchina legislativa italiana sia riuscita a produrre un testo di legge così preciso e così ampio da uccidere questa ultima libertà che, ahimè, era rimasta agli italiani e, ancor di più, come questo sia stato reso pubblico con tale semplicità da far quasi sorridere. Grazie ancora per l'impegno dimostrato nel tentativo di sterminare la libera informazione, anche il mio provider sarà felice di sapere che non rinnoverò più il contratto, alla sua scadenza, dato che non potrò più rispettare gli obblighi di legge per l'utilizzo per il quale l'avevo stipulato. Distanti saluti da un Nicola che corre a rileggere 1984 di Orwell. |